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Chi sono (?)

Come promesso scrivo qualche riga su di me (:

Mi chiamo Erica e ho deciso di aprire questo blog per incanalare la mia voglia di scrivere e archiviare le mie riflessioni, le mie piccole scoperte e i momenti più belli della mia vita. Mi è sempre piaciuta l’idea del blog ma l’ho sempre vista come una sfida, un blog di cui essere soddisfatti richiede impegno e dedizione.
Finalmente mi sono decisa, e il solo fatto di essere qui a scrivere mi mette decisamente di buon umore, quindi posso considerare questo spazio anche come terapeutico perché come per tutti anche la mia vita non è sempre rose e fiori.
Come ripeto non ho grandi pretese, non mi aspetto centinaia di contatti, spero solo di poter tenere compagnia a chi di voi ha piacere di leggermi.
Detto questo, ho 21 anni e vivo in provincia di Pavia ed è proprio a Pavia che studio Lingue straniere. Sono infatti diplomata in Lingue, percorso che ho scelto con molta naturalezza.
Da circa un anno sono fidanzata, le mie passioni sono molte, e spesso durano poco. Quelle che resistono nel tempo sono la lettura e il teatro (sono attrice in una compagnia teatrale).
Non credo di voler incentrare questo spazio su qualcosa in particolare, vorrei piuttosto scrivere di argomenti diversi e di ciò che trovo interessante.
Mi piace l’idea che oggi potrei scrivere un articolo su uno smalto che mi è piaciuto particolarmente e domani consigliarvi un libro che mi ha colpita.
Spero di riuscire nel mio intento!

A presto, Erica.

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Un’arte quasi dimenticata

Ehilà! Oggi facevo una riflessione ed ho subito pensato che mi sarebbe piaciuto condividerla qui. Non so perché mi sia venuta in mente questa cosa, ma mentre al bar guardavo i miei amici incollati al cellulare a digitare ininterrottamente ho pensato alle lettere. Ricordo che fino a qualche anno fa amavo scrivere lettere, in realtà ogni pretesto era buono per farlo, le scrivevo ad amici, al fidanzatino, scrivevo vere e proprie lettere ma anche bigliettini che poi lasciavo sul tavolo solo per dare il buongiorno alla mia famiglia. Se qualcuno di loro doveva partire scrivevo un biglietto che poi lasciavo sopra la valigia, dopo una lite era un modo per chiedersi scusa, capitava addirittura che a volte le spedissi, anche se dovevano arrivare a poche centinaia di metri da casa mia. La cosa che più mi piaceva era la magia nello scrivere la lettera: scegliere la carta giusta, il giusto spazio tra le righe, la grafia più adatta, anche la scelta delle parole era particolarmente curata. Mi piaceva aggiungere la data e l’ora di stesura, firmarla, ammirarla soddisfatta.

Mi rendo conto di aver perso questa abitudine e questo mi dispiace. Ora se qualcuno parte gli mando un messaggio, dopo una lite mando un messaggio, non ricordo neanche l’emozione di comprare un francobollo, di imbucare la lettera e preparami ad un’attesa infinita.

Probabilmente sono solo io a fare questo tipo di riflessione, ma mi piacerebbe riprendere la bella abitudine di scrivere lettere, anche solo per la gioia di aver dedicato ad un mio caro più del mezzo minuto che avrei impiegato per scrivere il messaggio. Credo che le lettere siano molto meno impersonali e, a differenza di un messaggio nell’archivio di un telefono, una lettera speciale può essere sempre tenuta accanto al proprio cuore.

A presto, Erica.